Berlin Alternative Street-Style

Sandali e calzini: per molti lo stile tedesco da sempre sembra essere rappresentato da questo opinabile quanto prevedibile abbinamento, nella convinzione che la moda vera e propria non appartenga di certo ad una nazione come la Germania, luogo per antonomasia dove tutto è incentrato sull’efficienza e sulla praticità, alla cui nozione chiaramente il concetto di eleganza e di ciò che può essere percepito come fashion è da escludere a priori ; quello che però si ignora è che in questi ultimi anni la situazione si sta completamente ribaltando: così come nel caso di Tbilisi, la cui fashion week è diventata sempre più degna di notorietà, anche la moda tedesca, in particolare quella berlinese, sta sempre di più uscendo dall’ombra, imponendosi addirittura soltanto recentemente come uno dei luoghi più prolifici, scavalcando, per così dire, quelli che sono gli epicentri convenzionali dello stile come Milano o Parigi.

 

Ma cosa è accaduto esattamente perché questo fenomeno prendesse piede in questa misura?

 



Probabilmente il merito più grande della moda presente in grandi città come Berlino, è che a quanto pare riesce ad inserirsi armoniosamente in quella che è a tutti gli effetti una “alternative-mania”.

 

La capitale è infatti, sin dagli inizi degli anni ’80, mecca della clubbing/underground-culture nonché focolaio della scena techno, entrambi fenomeni che racchiudono, profondamente radicati nella loro essenza, un importante concetto: quello di libertà, soprattutto generata a partire da eventi come la caduta nel muro, e la quale è chiaramente riflessa anche nello stile e nell’abbigliamento scelto dai cittadini, che hanno perciò sviluppato un senso di completa indipendenza, una voglia di abbattere le barriere di quelli che vengono visti come gli schemi classici in termini di fashion.

 

Proprio il tema di libertà, insieme poi a quello della sessualità, ci porta infatti a riflettere come questi due concetti siano profondamente legati e trovano la loro ragion d’essere proprio in capitali come Berlino, i cui club stessi sono nati originariamente come posti gay-friendly.

 

Su queste basi, ha iniziato così a prendere forma una vera e propria moda berlinese, incentrata principalmente su uno street-style eccessivo, estroso, bizzarro, ma soprattutto dal gusto incredibilmente alternative; insomma uno stile che sicuramente non può essere tacciato di banalità, ma anzi in grado di far storcere il naso all’ordinario, divenendo in tal modo un vero e proprio fenomeno socio-culturale.

 

Se dovessimo identificare un simbolo di questo nuovo movimento ,la risposta sarebbe sicuramente nelle ultra-famose sneakers triple di Balenciaga.

 

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Le originali, frutto del visionario designer spagnolo, copiate da tante altre case di moda, sono assolutamente estreme, colorate e in grado di trasformare qualunque stile in quello tanto agognato berlinese, che prende le distanze dai preconcetti femminili o maschili, poiché rappresentano dei pezzi d’abbigliamento completamente unisex.

 

C’è da dire però che, proprio data la loro stravaganza, nonché il loro costo esorbitante (che si aggira intorno al 700 euro), hanno attratto tanti apprezzamenti quante critiche, senza però scendere dal piedistallo della fama, ma al contrario, sono state capaci di entrare prepotentemente a far parte dei guardaroba di milioni di persone in tutto il mondo partendo proprio dalle tetre strade berlinesi.

 

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Altro elemento che ha definito solidamente la cultura del clubbing, e dunque della moda tedesca è sicuramente la prevalenza, se non addirittura il predominio di outfit total-black.

 

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Alternative-chic, chi ha detto che alternativo non possa essere sinonimo anche di eleganza? Alternativo, è in effetti una moda che esce fuori dalle righe, che può voler dire anche mixare degli stili differenti tra loro, come ad esempio in questo caso: una gonna in tulle ed una giacca XL con il classico berretto hipster, altra fondamentale branca del contemporaneo fashion centroeuropeo.

 

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Insieme a berretti e a look total black, per completare gli outfit berlinesi sicuramente ci sono loro, l’elemento underground per eccellenza, gli anfibi, anch’essi preferibilmente neri.

 

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Ultimo capo, non di minor rilevanza è uno dei capispalla più amati da questo street-style, cioè il black coat; variante dark del fantomatico camel-coat, rappresenta di per sé la moda presente all’interno dei club e ha una importante capacità: quella di possedere grande finezza ma anche un senso di tetraggine e risultando, proprio per questo motivo assolutamente affascinante.

 

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